Terremoto a Sulawesi: un morto, edifici caduti, danni a una chiesa
L’epicentro circa 129 km al largo della costa di Bitung e ad una profondità di 33 km. Al sisma principale sono seguite almeno 29 scosse di assestamento, la più forte ha raggiunto una magnitudo di 5,5. Una donna di 69 anni è deceduta a Manado. Crollato il tetto di una chiesa di Kalvar, le autorità ecclesiastiche ne valutano l’agibilità per le celebrazioni della Settimana Santa.
Jakarta (AsiaNews) - Questa mattina un potente terremoto di magnitudo 7,6 ha colpito la costa di Bitung, nelle Sulawesi settentrionale, provocando forti tremori in tutta la regione e generando allerta tsunami diffusi in più aree della costa, con un bilancio di almeno una vittima accertata e diversi feriti. Il sisma è stato avvertito distintamente in almeno due province: oltre alle Sulawesi settentrionale, anche nel North Maluku, alimentando una diffusa preoccupazione tra i residenti. Le autorità locali hanno rapidamente emesso avvisi anticipati per possibili onde anomale giganti; ne sono state segnalate alcune alte fino a un metro in diverse zone costiere delle province colpite.
Secondo Rahmat Triyono, direttore del dipartimento per terremoti e degli tsunami presso l’Agenzia indonesiana di meteorologia, climatologia e geofisica (Bmkg), almeno cinque località sono state colpite dall’attività dello tsunami. Queste includevano tre aree nel nord delle Malucche e due nel nord di Sulawesi. L’esperto del Bmkg ha poi aggiunto che il sisma sarebbe stato causato dalla deformazione della crosta nella regione.
L’epicentro si troverebbe in mare aperto, circa 129 km a sud-est di Bitung e ad una profondità di 33 km, classificandolo come un terremoto poco profondo. Un’ulteriore analisi strumentale ha rivelato un meccanismo di faglia di spinta, che ha contribuito alla forza della scossa e generando un impatto che gli studiosi definiscono “significativo”. Allerta tsunami sono scattati in diversi luoghi: Halmahera occidentale, nel North Maluku, alle 04:08 ora locale; Bitung, Sulawesi del Nord, alle 05:15; Sidangoli alle 06:16, con un’altezza delle onde che ha raggiunto gli 0,35 metri; North Minahasa, North Sulawesi alle 05:18; Belang alle 05:36.
I forti tremori hanno anche causato gravi danni strutturali. La chiesa di Kalvari è stata gravemente danneggiata, col soffitto del luogo di culto che è crollato poco prima dell’inizio della liturgia del Giovedì Santo. Fonti locali riferiscono ad AsiaNews che “fortunatamente la chiesa era vuota al momento del sisma” per questo “non si segnalano decessi o feriti”. “Le autorità ecclesiastiche - prosegue la fonte - stanno ancora coordinando le misure di risposta e valutando l’agibilità dello spazio di culto” dove i fedeli si apprestano a vivere “le celebrazioni liturgiche della Settimana Santa a partire dalla messa del Giovedì Santo questa sera. I fedeli - conclude - sono invitati a rimanere calmi ma vigili per possibili scosse di assestamento e a seguire le istruzioni dei funzionari della chiesa e delle autorità locali”.
Il sisma è stato avvertito in maniera distinta anche a Ternate, nel nord delle Maluku. A partire dal primo pomeriggio, Bmkg ha registrato almeno 29 scosse di assestamento, con la più forte che ha raggiunto una magnitudo di 5,5. Infine, si segnalano vittime a Manado: una donna di 69 anni, identificata come Deice Lahia, sarebbe stata uccisa dopo che il palazzetto dello sport KONI nel distretto di Sario è crollato all’improvviso. Un’altra persona è rimasta ferita, riportando la frattura di una gamba dopo essere saltata da un’altezza elevata mentre tentava di fuggire.
L’Indonesia si trova sull'anello di fuoco in cui le placche tettoniche terrestri si scontrano causando un’intensa attività sismica e vulcanica, spesso dalla portata devastante. Il più drammatico della storia recente risale al 26 dicembre 2004, quando uno tsunami conseguenza di un potente sisma nelle acque dell’Oceano ha causato un devastante tsunami ha penetrato per sette chilometri dal mare, causando la morte di oltre 270mila persone. Un bilancio reso ancor più sanguinoso dalla mancanza all’epoca di sistemi aggiornati di monitoraggio e allarme, poi introdotti.






