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    » 14/08/2012, 00.00

    INDONESIA

    Bogor, fronte di islamici radicali fanno chiudere la chiesa di San Giovanni Battista in uso da sei anni

    Mathias Hariyadi

    In una lettera il parroco denuncia i gruppi che si oppongono alla chiesa e ne ha ottenuto la chiusura. Oltre 200 fedeli della zona hanno espresso il consenso, ma non basta per ottenere il permesso di costruzione. E aggiunge: un luogo di culto cristiano favorisce l’armonia e garantisce opportunità di lavoro per tutti.

    Jakarta (AsiaNews) - Il mancato rilascio del permesso di costruzione (Imb) e la - conseguente - chiusura della chiesa di San Giovanni Battista a Parung, nella reggenza di Bogor (provincia di West Java), sono dovute all'opposizione di un capo villaggio della zona e del Forum per il dialogo interreligioso. È quanto lamenta in una lettera il parroco p. Aloysius Simbol Gaib Pratolo Pr, secondo cui "tutte le procedure sono state eseguite in modo corretto", ma non è mai giunto "il sostegno del capo villaggio di Waru". A questo, continua il sacerdote, si aggiunge l'ostacolo frapposto dal forum di Bogor che "continua a declinare l'invito a firmare il documento". E per i fedeli della zona si fa sempre più remota la possibilità di beneficiare, nell'immediato futuro, di un luogo di culto in cui riunirsi e pregare.

    L'iter per la costruzione di una chiesa in Indonesia - cattolica o protestante - è complicato e possono trascorrere da cinque a dieci anni prima di ottenere tutte le autorizzazioni. Il procedimento è regolato dall'Izin Mendirikan Bangunan (Imb), delibera scritta che permette l'apertura di un cantiere ed è rilasciato dalle autorità locali. La vicenda si complica se si tratta di un luogo di culto cristiano: serve infatti il nulla osta di un certo numero di residenti nell'area in cui viene costruito l'edificio e del gruppo per il dialogo interreligioso del posto. E spesso subentrano "non meglio precisate motivazioni" che spingono i funzionari a bloccare i progetti, dietro pressioni di movimenti radicali islamici.

    Il 6 agosto scorso i funzionari della pubblica sicurezza (i Satpol PP) di Bogor, provincia di West Java, hanno messo i sigilli a una "casa di preghiera" di Tulang Kuning, villaggio di Waru, usata da oltre 6mila cattolici della parrocchia di San Giovanni Battista. I fedeli per sei anni hanno usato con regolarità l'edificio per le funzioni del fine settimana e delle principali festività cristiane, ma negli ultimi tempi erano entrati nel mirino delle autorità che - in tre occasioni - hanno intimato l'interruzione dei riti (cfr. AsiaNews 07/08/2012 West Java: cattolici nel mirino delle autorità di Bogor, sigilli alla "casa di preghiera").

    Nella nota il parroco spiega che la comunità cristiana ha raccolto centinaia di firme che autorizzano la costruzione dell'edificio, tra cui quelle di 13 capi  villaggio del sotto-distretto di Parung. Manca però la firma del capo villaggio di Waru, essenziale per il nulla osta, reclamata da tempo e mai pervenuta. "Almeno 200 persone nelle vicinanze - continua p. Aloysius - hanno manifestato il loro consenso", ma ogni sforzo sembra vano. E il blocco al luogo di culto, denuncia infine il parroco, è arrivato a 20 minuti di distanza dal raggiungimento di una lettera di proroga, che avrebbe concesso altro tempo per ottenere tutte la autorizzazioni necessarie.

    Infine, il sacerdote respinge le accuse avanzate dalla frangia estremista di "fomentare l'intolleranza" religiosa. Al contrario, la presenza di un luogo di culto cristiano nell'area "andrebbe a beneficio anche degli abitanti della zona" musulmani, perché crea un flusso di gente e permette di avviare attività economiche e commerciali come "bancarelle per la vendita di cibo di strada o altro". 

     

     

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