23/09/2013, 00.00
INDONESIA – ISLAM
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Java, estremisti islamici contro la riapertura della parrocchia di Santa Bernadette

di Mathias Hariyadi
Dopo nove anni le autorità hanno rilasciato il permesso di costruzione. Gruppi islamisti – non della zona – hanno montato proteste e minacce. Un sacerdote riferisce della cancellazione di una messa in programma ieri a causa delle manifestazioni.

Jakarta (AsiaNews) - Dopo nove anni di attese e battaglie pacifiche per poter usare il luogo di culto, la notizia del via libera delle autorità alla riapertura della chiesa di Santa Bernadette a Ciledug, nella reggenza di Tangerang (provincia di Banten) ha rallegrato la comunità cattolica locale. Tuttavia, la gioia è durata poche ore perché è subito montata una campagna di protesta da parte di gruppi estremisti islamici, che chiedono di rimettere i sigilli al luogo di culto nonostante il rilascio del permesso di costruzione (Imb). Secondo alcune testimonianze, molti dei manifestanti (nella foto) che ieri si sono riuniti ieri nei pressi dell'edificio - per impedire le celebrazioni della domenica - non sarebbero cittadini della zona, ma membri del cosiddetto Forum islamico "venute da fuori" per "alimentare la protesta".

Fonti di AsiaNews, anonime per motivi di sicurezza, raccontano che nei giorni scorsi l'amministrazione locale di Tangerang, nella persona del sindaco uscente Wahid Halid, ha rilasciato l'Imb, necessario per la riapertura del luogo di culto cristiano chiuso nel 2004. Era stato lo stesso primo cittadino a mettere i sigilli, per placare le proteste delle frange fondamentaliste della zona contro la presenza di un luogo di culto cristiano.

L'iter per la costruzione di una chiesa in Indonesia - cattolica o protestante - è complicato e possono trascorrere da cinque a dieci anni prima di ottenere tutte le autorizzazioni. Il procedimento è regolato dall'Izin Mendirikan Bangunan (Imb), delibera scritta che permette l'apertura di un cantiere ed è rilasciato dalle autorità locali. La vicenda si complica se si tratta di un luogo di culto cristiano: serve infatti il nulla osta di un certo numero di residenti nell'area in cui viene costruito l'edificio e del gruppo per il dialogo interreligioso del posto. E spesso subentrano "non meglio precisate motivazioni" che spingono i funzionari a bloccare i progetti, dietro pressioni di movimenti radicali islamici.

"Sì, la notizia [della riapertura] è vera" ha dichiarato la fonte di AsiaNews della parrocchia di Santa Bernadette. Il permesso "è arrivato la scorsa settimana" con la firma del sindaco Halid, che a breve lascerà l'incarico al suo attuale vice. Tuttavia, appena la notizia del rilascio del permesso ha iniziato a circolare sono riprese le proteste che hanno toccato l'apice ieri, in occasione della festa domenicale. Appartenenti a sedicenti gruppi islamisti, di chiara matrice estremista, hanno protestato con slogan, cartelli e cori, lanciando minacce nel caso in cui dovesse continuare il progetto di costruzione della chiesa. "Abbiamo dovuto cancellare la seconda messa di giornata" afferma un sacerdote, fra lo sgomento e l'ira di molti fedeli di una comunità che ormai ha raggiunto le 11mila persone e che da troppo tempo è costretta a celebrare le funzioni in centri "non permanenti", fra cui sistemazioni di fortuna o parrocchie vicine.

L'Indonesia è la nazione musulmana più popolosa al mondo e, pur garantendo fra i principi costituzionali la libertà religiosa, è sempre più spesso teatro di attacchi e violenze contro le minoranze, siano essi cristiani, musulmani ahmadi o di altre fedi. Nella provincia di Aceh - unica nell'Arcipelago - vige la legge islamica (sharia), e in molte altre aree si fa sempre più radicale ed estrema la visione e l'influenza della religione musulmana nella vita dei cittadini. Inoltre, alcune norme come il permesso di costruzione - il famigerato Imb - vengono sfruttate per impedire l'edificazione o mettere i sigilli a luoghi di culto cristiani, come avviene da tempo nella reggenza di Bogor, nel West Java, contro i fedeli della Yasmin Church

 

 

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