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  • » 19/06/2017, 14.29

    VIETNAM

    Hanoi, la politica economica: lo sviluppo e i danni ai cittadini e all’ambiente

    Nguyen Van

    I terreni agricoli stanno riducendosi e sono sempre più inquinati. Gli espropri causa di forte instabilità sociale. Dura campagna di repressione del governo contro chi protesta. Il sostegno della comunità cattolica alle vittime della Formosa. Sacerdoti e fedeli di Thuận Nghĩa: “Cessino le minacce alla spiritualità e alle proprietà dei parrocchiani di Song Ngọc”.

    Hanoi (AsiaNews) – Lo scorso anno, l’economia del Vietnam è cresciuta del 6%. Dal 1987, lo Stato ha aperto le porte allo sviluppo con un’economia di mercato influenzata dal socialismo. Ciascuna provincia del Vietnam si concentra sullo sviluppo industriale, sull'esportazione, sulla produzione di beni, sugli investimenti commerciali o sui servizi economici. Il governo e le autorità si affrettano ad avviare progetti per la rapida costruzione di ponti, strade e zone di produzione industriale.

    Molti esperti di economia dimostrano che “ogni settore, ogni provincia, ogni unità produttiva del governo vietnamita è focalizzata solo sullo sviluppo economico. Lo Stato non presta attenzione all'istruzione e alla tutela dell'ambiente. I capitalisti rossi del governo si adoperano solo in base agli interessi più immediati. I terreni agricoli in Vietnam si stanno riducendo e, insieme ai fiumi e le acque, sono sempre più inquinati”.

    Secondo la legge del Vietnam, la terra “è di proprietà del popolo”, il che vuol dire in realtà del governo. Di conseguenza, le autorità vietnamite se ne approfittano per tutelare gli interessi di gruppi, individui o di “grandi capitalisti rossi”.

    Pertanto, negli ultimi 20 anni i terreni agricoli sono sfruttati per progetti di speculazione edilizia e costruzione di aree industriali. Esse aumentano di giorno in giorno. Peggio ancora, il governo del Vietnam è solito attuare una politica di espropri delle terre. Lo Stato si dichiara disposto a compensare gli abitanti delle zone rurali. Tuttavia, i risarcimenti offerti sono esigui, se si considerano i prezzi odierni del mercato. Inoltre, le autorità hanno usato il loro potere per occupare la terra delle comunità religiose, forzando e sgomberando numerosi luoghi di culto.

    Milioni di persone si sono impoverite a causa della legge sul territorio del governo. Centinaia di migliaia di cittadini chiedono la restituzione delle loro terre e non sono stati ancora compensati. Gli espropri stanno causando forte instabilità sociale e la gente perde la fiducia nel governo.

    Molti dei funzionari che provvedono al rilascio delle autorizzazioni sono corrotti. Essi sono collusi con gli investitori dei progetti immobiliari. Costruiscono edifici, strade, zone industriali, fabbriche a loro vantaggio, o per gli interessi dei loro gruppi. Per le loro tasche sono disposti a distruggere l'ambiente di vita delle persone. Ecco perché i pacifici contadini di questo Paese, i pescatori delle province centrali e gli intellettuali patriottici sono diventati vittime di questi “barbari capitalisti rossi”.

    Le autorità vietnamite non ascoltano le proteste della popolazione e ne respingono le richieste attuando una politica di dura repressione. A Vũng Áng, nella provincia di Hà Tĩnh, le autorità comuniste stanno usando tutti i mezzi possibili per opprimere coloro che lottano per la giustizia e rivendicano i diritti delle vittime del gruppo Formosa, responsabile del più grave disastro ambientale della storia del Vietnam.

    La Chiesa sostiene le vittime del disastro ed è impegnata in numerose iniziative in loro difesa. Pertanto, il 5 giugno scorso alcuni sacerdoti delle parrocchie del distretto di Nhân Hòa, hanno visitato in segno di solidarietà p. Anton Đặng Hữu Nam, vicario di Phú Yên (provincia di Hà Tĩnh), e p. JB. Nguyễn Đình Thục, vicario di Song Ngọc (Nghệ An), entrambi della diocesi di Vinh.

    Dal 6 aprile 2016 ad oggi, p. Đặng Hữu Nam e Fr. Nguyễn Đình Thục hanno sostenuto e guidato i fedeli nelle proteste e nelle iniziative legali contro il gruppo taiwanese e il governo per la lentezza e l’iniquità nella distribuzione dei risarcimenti. A questo si aggiunge la riapertura dello stabilimento incriminato della grave fuoriuscita di liquami tossici.

    Allo stato attuale, centinaia di migliaia di persone nelle province centrali sono disoccupate. Molte famiglie vivono in condizioni di povertà estrema. I bambini non sono nelle condizioni di andare a scuola. Più di 200 km di costa sono ancora avvelenati. Il turismo, gli affari e la pesca non sono ancora ripartiti. Tuttavia, le autorità delle provincie di Nghệ An e Hà Tĩnh accusano questi due sacerdoti di aizzare la popolazione contro il governo vietnamita.

    Di recente, le autorità del distretto di Quỳnh Lưu hanno intensificato le attività per isolare p. Nam e Fr. Thục, minacciando i parrocchiani di Phú Yên e Song Ngọc. Il 30 maggio scorso, la polizia di Quỳnh Lưu si è servita di teppisti per circondare la chiesa di Văn Thái e attaccare le case dei cattolici con pietre e mattoni. Essi hanno distrutto alcune officine e danneggiato le immagini e le statue sacre dei fedeli. I banditi hanno persino minacciato di morte p. Nguyễn Đình Thục.

    Durante la loro visita, che segue quella di Mons. Joseph Ngô Quang Kiệt dello scorso 22 maggio, i sacerdoti di Nhân Hòa hanno condannato questi atti intimidatori: “Le autorità hanno violato luoghi sacri e il diritto alla libertà di religione e di fede. In particolare protestiamo contro la campagna diffamatoria che esse hanno lanciato su stampa e media contro i due preti, perseguitando chi osa difendere la verità e la giustizia”.

    I sacerdoti e i fedeli delle parrocchie del distretto di Thuận Nghĩa (diocesi di Vinh) si sono uniti alle proteste e hanno rilasciato un comunicato, inviato al Comitato popolare della provincia di Nghệ An, al dipartimento della polizia e al Comitato popolare del distretto di Quỳnh Lưu. Nel documento essi denunciano tutti gli episodi di violenza subiti dai cattolici locali e avanzano alcune richieste alle autorità: “In primo luogo, cessino le minacce alla spiritualità e alle proprietà dei parrocchiani di Song Ngọc; in secondo luogo, si fermino le attività che attentano all'unità nazionale nella comunità parrocchiale di Song Ngọc (basata sulla legge del Vietnam); terzo, si avvii un’indagine approfondita per individuare i colpevoli degli attacchi ai fedeli e giudicarli secondo la legge; Infine, suggeriamo alle autorità della provincia di Nghệ An di inviare al governo una richiesta di risarcimenti soddisfacenti per le vittime del disastro della Formosa”.

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