In un Paese dove la condizione della donna fa i conti con tradizioni patriarcali ancora molto radicate le storie di una cantante che mescola le lingue per un messaggio di pace e libertà, un'avvocata in prima fila nella difesa dei diritti umani e una poetessa che denuncia il "vuoto spirituale" di una società che esalta pubblicamente gli uomini di potere.
Un nuovo studio analizza le ragioni del calo attraverso interviste qualitative a Tokyo e Seoul. Oltre al calo demografico, pesano l’erosione della fede tra generazioni, le “pressioni della vita moderna”, la diminuzione delle pratiche religiose e le opinioni negative sulla religione. Tuttavia, molti dichiarano di mantenere un legame culturale con il buddhismo e di sentirsi ancora attratti dai suoi insegnamenti.
Con miissili e mine l’Iran ostruisce il passaggio dello snodo in cui transita il 20% del greggio globale. India e Bangladesh - dopo la Cina - cercano di mediare il via libera da Teheran al passaggio delle loro navi per scongiurare una crisi. Secondo dati Eia fino all’82% dei volumi in uscita da Hormuz destinati ai mercati asiatici. Dal 16 marzo Tokyo intende utilizzare in autonomia parte delle sue riserve petrolifere.
Approvata oggi dall'Assemblea Nazionale del Popolo eleva al rango di norma il pensiero del presidente sulla "sinicizzazione" dei 56 gruppi ufficialmente riconosciuti. L'identità Han definita come il "tronco", le altre culture paragonate a "rami o foglie". Lezioni in putonghua, il cinese standard, fin dall'età prescolare. I timori di tibetani, uiguri e mongoli che temodo di vedere ulteriormente repressa la propria identità.
Presentata come "misura fiscale" è in realtà un ulteriore inasprimento della sorveglianza digitale nel Paese da oltre cinque anni ormai precipitato nella guerra civile dopo il golpe. Tracciando i dispositivi il regime non sta solo reprimendo il dissenso, ma anche minando la sopravvivenza quotidiana dei cittadini. Grazie a strumenti tecnologici messi a disposizione dalle aziende cinesi.
Secondo quanto riferito in tribunale dagli investigatori, vi sarebbero riscontri alle accuse rivolte contro Suresh Salley nel documentario trasmesso da Channel 4. Individuati collegamenti con ambienti islamisti che potevano rientrare in un piano di destabilizzazione del Paese, con l'obiettivo di influenza gli equilibri politici. La difesa respinge le accuse ricordando che quando esplosero le bombe l'ex generale si trovava in Malaysia.