Il voto del 7 giugno a Erevan dovrà mettere il punto sulla convulsa situazione politica interna, aprendo una nuova fase rivolta verso l’Europa oppure riportando il Paese sotto il controllo della Russia, cercando di evitare la guerra civile tra le diverse anime del popolo armeno. Intanto l'attuale premier Pašinyan ha fatto sapere che intende incontrare Putin subito dopo il voto.
La Repubblica popolare cinese ha pubblicato un nuovo regolamento che mette nel mirino gli investitori locali che utilizzano broker stranieri per operare fuori dal Paese. In nome della "sicurezza nazionale" il governo potrà imporre modifiche, ordinare la vendita di partecipazioni o addirittura annullare investimenti già completati. Le nuove norme arrivano dopo il caso della contestata vendita della startup Manus a Meta. Limiti anche alla collaborazione con le autorità giudiziarie straniere.
Un libro curato da Nicolò Tassoni Estense, ambasciatore italiano in Myanmar, e da Piero Masolo, missionario del Pime, ripercorre gli scambi culturali tra i due Paesi, da Marco Polo ai tecnici piemontesi fino ai primi missionari. Una relazione di cooperazione che si rinnova anche nelle periferie più disagiate di Yangon dove il personale diplomatico e la ong New Humanity, per la festa della Repubblica italiana, hanno distribuito oltre 2.100 pasti alle famiglie locali.
Nell’ultima cittadina cristiana della Cisgiordania si fanno sempre più intense le provocazioni dei gruppi pro-occupazione israeliana. P. Bashar: atmosfera “di paura e intimidazione”. Appello della popolazione alle autorità e alle ong perché intervengano “con urgenza”. Un rapporto della parrocchia documenta gli assalti avvenuti nel mese di maggio.
L'ex repubblica sovietica ha sconfitto le Filippine nel ballottaggio per uno dei seggi non permanenti. Un segno dell'ascesa negli equilibri geopolitici dell'Asia Centrale, che finora era stata rappresentata in un solo biennio dal Kazakistan. Determinante l'appoggio di Pechino (ostile a Manila per lo scontro sul Mar Cinese Meridionale) che ha portato in dote molti voti dei Paesi del Sud globale.
Alla vigilia dell'anniversario del massacro del 1989 le autorità locali hanno avvertito le famiglie che il 4 giugno non potranno accedere al cimitero di Wanan, luogo di sepoltura di molte delle vittime. Nuovo atto di crudeltà nella rimozione della memoria sui fatti di 37 anni fa. La testimonianza dell'89enne Zhang Xianling a Radio Free Asia: "La polizia è sotto casa mia. Una cosa mai successa prima".