In una riflessione inviata ad AsiaNews alla vigilia della veglia di preghiera per la pace indetta per domani dal papa che coincide con l'atteso inizio dei colloqui tra Stati Uniti e Iran in Pakistan, il porporato ricorda che la pace non è “questione esterna”, ma “nasce dentro” e diventa “parola, gesto e stile di vita”. Se la coscienza “viene zittita, l’aggressività cresce”. La croce “mostra che il vero potere non è quello che schiaccia, ma quello che resta fedele alla verità”.
A sette anni dagli attentati che nel giorno di Pasqua provocarono 269 morti, il ministro della Sicurezza ha relazionato in Parlamento sullo stato delle indagini dopo la svolta giunta a febbraio con l'arresto dell'ex capo dei servizi di intelligence. Ricollegati allo stesso gruppo una lunga catena di atti criminali iniziati due anni prima, di cui Sallay era a conoscenza ma non agì. Il sospetto di un livello politico sopra il leader islamista Zahran Hashim.
Come tutte le Chiese d'Oriente anche i cristiani dell'Armenia si preparano a celebrare domenica 12 la resurrezione di Gesù rinovando gesti antichi come quello di tenere in mano le uova recandosi alla veglia pasquale. Tra i riti densi di significato anche l'Andastan con la benedizione dei quattro punti cardinali per esprimere la ricostruzione di un mondo nuovo fondato sulla fede e l'unità.
Ad AsiaNews il segretario delle scuole cattoliche racconta il clima di paura e di lutto all’indomani del devastante attacco dello Stato ebraico. “Mai sperimentato - afferma - nulla di così forte e improvviso”. L’attesa per i colloqui di pace in Pakistan e l’impegno quotidiano per mantenere vive le lezioni e l’insegnamento, online o in presenza.
Nel suo viaggio in corso nella Repubblica popolare cinese - scrutato come un indicatore dell'orientamento pro-Pechino dell'opposizione a Taipei - la leader del Kuomintang a sorpresa rendendo omaggio al mausoleo di Sun Yat-sen ne ha esaltato il ruolo ricollegandolo all'"identità nazionale" dell'isola. Un tentativo di tenere insieme il sentimento dei taiwanesi e la mano tesa alla Repubblica popolare.
Lo scorso anno il Giappone ha espulso 318 cittadini stranieri, un aumento del 30%), rispetto all'anno precedente e ora punta ad accelerare le procedure di rimpatrio, nonostante una forte carenza di manodopera. Le ong denunciano il rischio di violazioni del principio di non respingimento dei rifugiati e un clima crescente di paura anche tra chi risiede nel Paese da anni.