22/01/2026, 11.03
FILIPPINE
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Marcos celebra la regione autonoma di Mindanao che punta al voto in settembre

di Santosh Digal

Il presidente è intervenuto ieri a Cotabato City per il settimo anniversario della fondazione del Barmm. Per il capo dello Stato la “pace” nell’area è vitale per il progresso di tutto il Paese. La promessa di sostenere “le aspirazioni dei nostri fratelli e sorelle musulmani”. Intanto si ipotizza la data del 28 settembre per le elezioni già più volte rinviate.

Manila (AsiaNews) - Nel settimo anniversario - celebrato ieri - dalla creazione della regione autonoma a maggioranza musulmana nel Mindanao musulmano (Barmm), sud delle Filippine, il presidente Ferdinand Marcos Jr. ha sottolineato come la pace sia “vitale” per il progresso dell’area e di tutto il Paese. Nel discorso, pronunciato a Cotabato City, il capo dello Stato ha ricordato come la nuova entità abbia contribuito a scrivere la parola fine a decenni di conflitto armato a Mindanao e gettare le fondamenta per la pace fra Manila e milizie islamiche combattenti, fra i quali il Milf. Tuttavia, restano sul tavolo ancora diverse questioni irrisolte, a partire dalle elezioni sospese a più riprese e che - secondo le ultime informazioni - potrebbero svolgersi il prossimo 28 settembre.

Nel febbraio 2019 l’allora presidente Rodrigo Duterte aveva affidato la guida della nuova Regione autonoma di Bangsamoro nel Mindanao musulmano (Barmm) ad Al Hajj Murad Ebrahim, leader Milf, il quale ha assunto la carica di chief minister ad interim. Da quel momento i ribelli - che per decenni hanno combattuto una sanguinosa battaglia per l’autonomia, con150mila morti dagli Anni ’70 - si sono fatti garanti di pace e stabilità nel territorio a maggioranza islamica dell’isola di Mindanao.

La Barmm è stata creata dopo la ratifica della Bangsamoro organic law (Bol), prodotto dei negoziati tra Manila ed il Milf. Articolato in due votazioni (21 gennaio e 6 febbraio 2019), un referendum ha sancito che la nuova regione è composta dalle province di Lanao del Sur, Maguindanao, Basilan, Sulu e Tawi-Tawi, nonché dalle città di Marawi, Lamitan, Cotabato e 63 villaggi di North Cotabato.  Tuttavia, le divisioni sono emerse sin dai primi passi della nuova entità e non sono mancate le preoccupazioni in materia di libertà religiosa al netto del sostegno espresso dai leader cattolici di Mindanao al progetto autonomista.

“Negli ultimi anni abbiamo assistito ai cambiamenti e al graduale sviluppo della Barmm” e, per il futuro, “sosteniamo e appoggiamo le aspirazioni dei nostri fratelli e sorelle musulmani” ha detto Marcos. “Le istituzioni sono state rafforzate. E, cosa più importante, il legame tra governo nazionale e del Bangsamoro - ha affermato - si è approfondito”. Il presidente ha poi definito l’istituzione della regione autonoma “pietra miliare” nella lotta per raggiungere un progresso e un’unità autentici e prova che “sacrificio, dialogo e unità sono le chiavi per una pace duratura”.

Marcos Jr. ha inoltre esortato l’opinione pubblica a scegliere sempre l’unità e la cooperazione, andando oltre le divisioni. Nonostante i risultati ottenuti dalla Barmm, Marcos Jr. ha precisato che vi è ancora “molto lavoro da fare”, sottolineando che la pace rimane una “base fondamentale” per il progresso, per questo ha assicurato il sostegno del governo nell’azione del governo locale. Da ultimo, il capo dello stato ha espresso la speranza che le imminenti elezioni rappresentino una “opportunità” per il popolo del Bangsamoro di “esprimere liberamente” la propria voce e le proprie aspirazioni attraverso l’elezione dei propri leader.

Tuttavia, proprio il tema del voto resta un nodo irrisolto anche se è giunta ieri la proposta di due esponenti della regione autonoma di svolgere le elezioni il prossimo 28 settembre. A fine 2025 la Commissione per le elezioni (Comelec) ha spostato le elezioni Barmm da ottobre al 30 marzo 2026, dopo che la Corte Suprema ha dichiarato incostituzionali due precedenti leggi sui distretti regionali. I giudici avevano concesso alla Bangsamoro Transition Authority (Bta) fino alla fine di ottobre per approvare una legge in linea con la Costituzione, consentendo le elezioni entro il 31 marzo. Il Parlamento ad interim, tuttavia, ha mancato la scadenza e ha approvato la legge sui distretti il 13 gennaio, settimane dopo che Comelec ha sospeso il deposito dei certificati di candidatura per i sondaggi del 30 marzo. Le prime elezioni sono state rinviate tre volte da quando la regione prevalentemente musulmana è stata creata nel 2019. Erano originariamente previste per maggio 2022, ma rinviate a maggio 2025 a causa della pandemia di Covid-19 e per la necessità di finalizzare il codice elettorale di Bangsamoro.

Infine, intervenendo alle celebrazioni alla presenza del presidente Marcos, il primo ministro Barmm Abdulraof Macacua ha sottolineato i risultati ottenuti dalla sua amministrazione nell’ultimo periodo, richiamando i cittadini ad uno sforzo comune per un continuo progresso. Egli ha affermato che l’economia locale nella regione di Bangsamoro è migliorata, sono aumentati i posti di lavoro e gli operatori sanitari hanno raggiunto comunità che prima erano state trascurate. Inoltre, i programmi di protezione sociale hanno aiutato centinaia di migliaia di famiglie e sono stati completati più di 500 progetti infrastrutturali. Macacua ha infine illustrato i suoi piani futuri, affermando che non intende “cambiare direzione”, quanto piuttosto “ampliare ciò che è già stato avviato”.

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