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KIRGHIZISTAN
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Nesta, da Bishkek al Consiglio dei ragazzi in Francia

di Vladimir Rozanskij

Una dodicenne kirghiza immigrata con la famiglia 7 anni fa è stata eletta a Sommières nell'organismo che promuove la partecipazione dei giovani alla vita pubblica. L'orgoglio dei genitori: "In Asia Centrale non c'è libertà di espressione neanche per gli adulti. Spero che un giorno mia figlia possa dare un contribto significativo alla vita del Kirghizistan".

Parigi (AsiaNews) - La 12enne Nestan, figlia di cittadini del Kirghizistan che vivono in Francia, è stata eletta come deputata del Consiglio giovanile nella cittadina di Sommières, nel sud della Francia. Alle elezioni tra gli studenti aveva presentato un programma di sviluppo del centro abitato, usufruendo della possibilità che le autorità francesi danno ai ragazzi per partecipare attivamente alla vita della società, per imparare ad esprimere le proprie opinioni e sviluppare il senso della responsabilità civile.

Per i genitori Sanat Kušbek e Ajnura Sabyrbek l’elezione di Nestan è motivo di grande orgoglio, “è diventata rappresentante del popolo in una città francese di 15 mila abitanti”, proclama il padre. Il Consiglio raduna ragazzi e ragazze tra 8 a 18 anni, che si interessano di iniziative importanti come la cura dell’ambiente, la cultura, lo sport e molto altro, e Nestan afferma che “da grande voglio fare politica, così potrò aiutare a risolvere problemi, assistere le persone che hanno bisogno e far crescere tutto il Paese”.

Il sindaco Pierre Martinez ha consegnato ufficialmente il mandato alla ragazza kirghisa, insieme agli altri deputati giovanili, commentando che “tutti si sorprendono di come possa una ragazzina di 12 anni assumere un incarico così importante per la città intera;non si tratta di un parlamento scolastico, è un consiglio per tutta la realtà in cui viviamo”. La madre Ajnura è molto contenta che sua figlia abbia presentato progetti importanti insieme agli altri studenti, e per alcuni anni essi collaboreranno con il consiglio municipale, con riunioni mensili “dove gli adulti apprezzano e ascoltano le opinioni e i punti di vista dei ragazzi in modo veramente sorprendente per tutti noi”.

Il padre Sanat osserva che questo approccio democratico e partecipativo dei francesi “è molto diverso da quello a cui siamo abituati in Asia centrale, e in generale in tutto il mondo ex-sovietico, dove non si concede libertà di espressione non solo ai bambini e ai giovani, ma nemmeno agli adulti”. In Kirghizistan i ragazzi crescono con un senso di timore e sottomissione, non si fidano degli altri e alla fine nemmeno di sé stessi, mentre in Francia possono andare a votare per il presidente e il parlamento già prima dei 18 anni, e secondo Sanat “non si affidano ciecamente alle vuote promesse dei politici, ma votano per idee e progetti di cui sono convinti, e per i candidati che li possono realizzare davvero”.

La famiglia kirghisa è emigrata in Francia 7 anni fa dalla capitale Biškek, affrontando non poche difficoltà, a cominciare dalla lingua e dalla cultura a loro estranea, adattandosi a poco a poco. Sanat e Ajnura hanno 4 figli, Nesta ha un fratello maggiore e due minori, sul portone di casa sventola la bandiera del Kirghizistan, in casa si suonano gli strumenti tradizionali come il komuz e s’indossano i classici copricapi kalpak. In famiglia si parla kirghiso, ma fuori tutti comunicano tranquillamente in francese. La giovane deputata racconta che “a scuola studio 4 lingue: francese, inglese, tedesco e latino, e mi piace molto allenarmi nell’atletica leggera, mi aiuta a superare lo stress e con i compagni facciamo corse di 2-3 chilometri”.

I genitori si erano laureati all’università nazionale del Kirghizistan, Samat è uno specialista in materie ecologiche, Ajnura era giornalista, e ora si mantengono con il commercio on-line e il business del turismo. Seguono le vicende della patria e discutono in casa delle notizie sulla società kirghisa, sperando di poter tornare un giorno nella loro terra, avendo conservato la cittadinanza kirghisa, e non hanno intenzione di scambiarla con quella francese. Essi sperano che “in futuro nostra figlia possa dare un contributo significativo alla vita del Kirghizistan, e che il nostro Paese possa far parte del gruppo di quelli più evoluti”.

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