20/06/2009, 00.00
PAKISTAN
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Per i preti del Pakistan l’Anno sacerdotale è un nuovo invito alla missione

di Qaiser Felix
Nel Paese a maggioranza musulmana, con 160 milioni di abitanti, i sacerdoti sono poco più di 260. P. Rasheed, responsabile della pastorale giovanile di Faisalabad afferma: “Tutti i sacerdoti che vivono in Paesi a maggioranza musulmana sono chiamati a confidare nelle parole di san Paolo: ‘Nulla ci separerà dall’amore di Cristo’”.
Faisalabad (AsiaNews) - “Siamo sacerdoti diocesani, ma il nostro compito è quello di essere missionari in una terra a maggioranza musulmana”. P. Khalid Rasheed è direttore diocesano della Commissione per i giovani di Faisalabad. Interpellato da AsiaNews sull’Anno sacerdotale afferma che “in Pakistan i preti sono chiamati a svolgere un ruolo profetico”. In tutto il Paese ce ne sono poco più di 260, tra diocesani e religiosi. Ad essi è affidata la cura di circa 1 milione di cattolici, l’1% degli oltre 160 milioni di abitanti.
 
P. Rasheed afferma che, per i preti che vivono in Pakistan, l’anno dedicato al sacerdozio è la migliore continuazione dell’Anno paolino. “Tutti i sacerdoti che vivono in Paesi a maggioranza musulmana sono chiamati a confidare nelle parole di san Paolo: ‘Nulla ci separerà dall’amore di Cristo’. Esse sono il simbolo delle nostra missione. Ed è obbedendo a questo compito seguiamo il grande insegnamento di Gesù”.
 
Una ventina di sacerdoti di Faisalabad hanno iniziato l’Anno sacerdotale con una messa solenne nella cattedrale dei santi Pietro e Paolo. P. Rufin Anthony, vicario generale della diocesi ha realizzato un opuscolo in lingua urdu, distribuito anche tra i fedeli, in cui vengono presentati i diversi aspetti dell’Anno sacerdotale e la figura di Giovanni Maria Vianney, santo protettore di tutti i parroci del mondo. Il libretto vuole essere uno strumento per far comprendere più a fondo la missione del clero ed il valore dell’anno indetto da Benedetto XVI per il bene di tutta la Chiesa.
 
Durante la celebrazione della messa p. Aftab James Paul, direttore della Commissione diocesana per il dialogo interreligioso, ha messo in luce gli aspetti principali dell’anno appena iniziato e presentato le diverse iniziative che verranno promosse nella diocesi.
 
P. Paul ha richiamato i tre punti centrali dell’invito rivolto da Benedetto XVI a tutti i sacerdoti del mondo: coltivare un solido legame con Gesù; essere santi; spendere la vita nella preghiera. Seguendo questo invito la diocesi ha in programma di organizzare momenti di incontro con tutti i sacerdoti per mettere a tema la vita e il compito a cui essi stessi sono chiamati.
 
La Chiesa di Faisalabad progetta anche di rivolgersi ai laici per affermare il valore del sacerdozio. Lo farà attraverso la pubblicazione di libri ed il ricordo della testimonianza offerta da preti scomparsi. Anche per i giovani sono in programma diverse iniziative. P Rasheed afferma: “Abbiamo pochi seminaristi e l’Anno del sacerdozio può essere l’occasione per mettere a tema questo problema e nel contempo far conoscere ai giovani la vita sacerdotale”.
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