I 100 anni del Museo di Khudzand
il Museo Storico della Sogdiana è sopravvissuto a trasferimenti, ricostruzioni, sconvolgimenti politici e ha letteralmente salvato dalla dispersione nlle case private o nei bazar di migliaia di reperti della storia e della cultura tagika. Oggi non è più solo uno spazio espositivo ma anche un centro didattico.
Dushanbe (AsiaNews) - Cento anni fa, un rinomato collezionista dell’antica città di Khudžand in Tagikistan decise che gli oggetti d'antiquariato non dovessero finire nelle case private e nei bazar. Oggi, grazie a lui, il Museo Storico della Sogdiana conserva migliaia di reperti, e nel corso della sua storia centenaria, il museo è sopravvissuto a trasferimenti, ricostruzioni, sconvolgimenti politici e ha letteralmente salvato i suoi reperti dalla dispersione.
La storia del museo inizia con un uomo conosciuto a Khudžand come Khodžaj Antik. Il suo vero nome era Khodžaj Mirzokhodža ibn Sobirkhodža, storico locale, collezionista e viaggiatore di fama, che si recò a Baku, Tbilisi, Kazan, Samarcanda, Bukhara, Kokand e altre città, collezionando oggetti d'antiquariato, manoscritti e rarità. Per l'inizio del XX secolo, questo era un fenomeno pressoché unico: senza il sostegno dello Stato, di istituzioni scientifiche o di sovvenzioni, creò di fatto da sé il futuro museo.
Nel 1909 espose pubblicamente la sua collezione per la prima volta. In seguito, Khodžaj Antik lasciò in eredità tutti gli oggetti raccolti allo Stato, consapevole che se fossero rimasti in mani private molti reperti storici sarebbero andati perduti nel tempo. Questa decisione gettò le basi per la futura fondazione del museo, che fu ufficialmente istituito il 18 maggio 1926. Per lungo tempo, ebbe sede nella moschea Sheikh Muslukhuddin, un monumento architettonico del XII secolo e uno dei simboli della vecchia Khudžand, chiusa ai fedeli durante l’ateismo sovietico.
Nel corso degli anni, il museo ha ospitato dipartimenti di storia naturale, storia pre-rivoluzionaria e sovietica, nonché collezioni e dipartimenti didattici. Il museo iniziò a crescere rapidamente già negli anni '30, e nel 1932 la sua collezione contava circa cinquemila reperti. Specialisti dell'Ermitage, archeologi e personale museale di altre città dell'Unione Sovietica furono invitati a Khudžand per lavorare al museo, e in seguito anche scienziati e studenti tagiki si unirono alla ricerca. Dagli anni '60, il personale del museo ha collaborato con gli archeologi per condurre scavi e ricerche etnografiche.
Negli anni '70 divenne evidente la necessità di un ammodernamento del museo. I requisiti per le mostre museali cambiarono, emersero nuovi approcci alla presentazione dei materiali e il museo iniziò a rinnovare le sue sale espositive. Uno dei più importanti interventi di ristrutturazione fu la ricostruzione del dipartimento di storia naturale; insieme a specialisti di Taškent, il personale del museo creò nuovi diorami che raffiguravano i paesaggi naturali della regione: montagne, deserti, foreste di tugaj e il mondo sottomarino. Per il dipartimento sovietico fu sviluppato un nuovo concetto espositivo, incentrato sullo sviluppo della regione nel XX secolo: industria, cultura, istruzione ed economia. Negli anni '80, il museo era diventato uno dei più importanti centri scientifici e culturali del Tagikistan settentrionale.
Gli anni '90 rappresentarono uno dei periodi più difficili per il museo. Dopo l'adozione della legge sulla libertà religiosa, alcuni fedeli chiesero la restituzione della moschea Sheikh Muslukhuddin alla comunità religiosa, e il museo fu costretto a lasciare urgentemente la sua sede; durante il trasloco, alcuni reperti subirono danni. Seguirono anni di continui spostamenti: inizialmente, il museo fu ospitato nei pressi di una fortezza, che in precedenza aveva ospitato un'unità militare, poi nell'ex ristorante Pančšanbe e, successivamente, in un edificio che un tempo ospitava una fabbrica di scarpe. Nel 1996, il museo riprese le sue attività in una nuova sede, ma il problema fu risolto definitivamente solo dopo l'inizio dei lavori di costruzione del suo edificio proprio accanto alla fortezza di Khudžand.
La costruzione è iniziata nel 2003, e il nuovo edificio è stato inaugurato nell'agosto del 2006 con la partecipazione del presidente tagiko Emomali Rakhmon. La sua architettura ricorda un'antica fortezza: mura spesse, torri e sale sotterranee. In questo modo, il museo stesso sembra essere diventato parte integrante del contesto storico di Khudžand. Oggi il museo non è solo uno spazio espositivo, ma anche un centro educativo, vi si tengono visite guidate per le scolaresche, la ricerca prosegue e la collezione del museo viene continuamente ampliata.
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