12/04/2026, 14.10
VATICANO
Invia ad un amico

Papa: 'Ognuno ha il suo posto nel mosaico della pace'

Leone XIV al Regina Caeli richiama il "principio di umanità" per "proteggere la popolazione civile" dalla guerra. Ricordati i popoli di Ucraina, Libano e Sudan. Ieri, alla veglia in San Pietro l'appello ai responsabili: "Sedete ai tavoli del dialogo, non ai tavoli dove si pianifica il riarmo". Preghiera come "dirompente risposta alla morte". 

Città del Vaticano (AsiaNews) - Mentre traballano i primi negoziati a Islamabad tra Stati Uniti e Iran, nel fine settimana l’invocazione della pace popola le parole di Leone XIV. Ieri, alla veglia di preghiera svolta nella Basilica di San Pietro, e oggi, nelle parole che hanno seguito la recita del Regina Caeli. Richiamato il “principio di umanità” presente nella coscienza di “ogni persona” e “riconosciuto nelle leggi internazionali”; esso “comporta l’obbligo morale di proteggere la popolazione civile dagli atroci effetti della guerra”. 

L’appello di Prevost si leva davanti a una piazza San Pietro colma, colorata e festante. L’appello diretto alle parti coinvolte nei conflitti è lapidario: “Cessare il fuoco e […] ricercare con urgenza una soluzione pacifica”. Nel giorno della Pasqua per molte Chiese orientali, secondo il calendario giuliano. A quelle comunità il pontefice indirizza “un cordiale augurio di pace in comunione di fede nel Signore Risorto”. Domani il papa partirà per l’Africa per un viaggio apostolico di dieci giorni tra Algeria, Camerun, Angola e Guina Equatoriale. Dalla finestra del Palazzo Apostolico Vaticano chiede “per favore” di accompagnarlo con le preghiere.

Leone XIV ricorda “quanti soffrono a causa della guerra”. In particolare, il “caro popolo ucraino”. “La luce di Cristo porti conforto ai cuori afflitti e rafforzi la speranza di pace - aggiunge -. Non venga meno l’attenzione della comunità internazionale verso il dramma di questa guerra”. E all’“amato popolo libanese” esprime vicinanza “in questi giorni di dolore, di paura, e di invincibile speranza in Dio”. Ricorda anche il popolo sudanese, “vittima innocente” del “dramma disumano” del sanguinoso conflitto che mercoledì entra nel suo terzo anno. “Rinnovo il mio accorato appello alle parti belligeranti affinché facciano tacere le armi ed inizino senza precondizioni un sincero dialogo volto a fermare quanto prima questa guerra fratricida”, dice il pontefice.

“La guerra divide, la speranza unisce. La prepotenza calpesta, l’amore solleva”. Ieri pomeriggio, Leone XIV dalla Basilica di San Pietro ha affermato che basta “una briciola di fede” per affrontare “come umanità e con umanità” l’attuale “ora drammatica della storia”. Così, la preghiera - strumento nelle mani delle persone di fede - è “la più gratuita, universale e dirompente risposta alla morte”. Il papa ha presieduto la veglia e la recita del Santo Rosario, con migliaia di fedeli. Richiamando i moniti dei predecessori Giovanni Paolo II e Paolo VI: “Mai più la guerra!”.

La preghiera - ha ricordato Prevost - “educa ad agire”. Mentre “gli equilibri nella famiglia umana sono gravemente destabilizzati”. “Basta con l’idolatria di sé stessi e del denaro! Basta con l’esibizione della forza! Basta con la guerra! La vera forza si manifesta nel servire la vita”, ha affermato. L’appello condiviso dal papa è di unire “le energie morali e spirituali” di molta umanità che crede nella pace. Al papa giungono lettere di bambini e bambine dalle zone in conflitto, da cui emergono “tutto l’orrore e la disumanità di azioni che alcuni adulti vantano con orgoglio”. 

“È il tempo della pace! Sedete ai tavoli del dialogo e della mediazione, non ai tavoli dove si pianifica il riarmo e si deliberano azioni di morte!”. Il papa si è rivolto proprio agli adulti responsabili delle guerre. Ricordando che vi è “un’immensa moltitudine che ripudia la guerra, coi fatti, non solo a parole”. “Torniamo a credere nell’amore, nella moderazione, nella buona politica. Formiamoci e giochiamoci in prima persona, ciascuno rispondendo alla propria vocazione. Ognuno ha il suo posto nel mosaico della pace!”, ha affermato Leone XIV nel suo discorso.

Concludendo, il papa ha rinnovato il suo invito alla comunità ecclesiale a “pregare sempre”, come “popolo a servizio della riconciliazione e della pace”. Anche “quando il rifiuto della logica bellica può costarle incomprensione e disprezzo”. La Chiesa “annuncia il Vangelo della pace ed educa a obbedire a Dio piuttosto che agli uomini”, ha ricordato. In un tempo in cui la dignità di molte uomini e molte donne è “messa a repentaglio dalle continue violazioni del diritto internazionale”, ha aggiunto. 

Prima della recita del Regina Caeli, Leone XIV commenta il Vangelo del giorno (Gv 20,19-31), sulla fatica di avere fede di Tommaso, di fronte a Gesù Risorto. “La fede ha bisogno di essere nutrita e sostenuta”, dice. Per questo “l’Eucaristia domenicale è indispensabile per la vita cristiana”. Prevost ricorda la storia dei Martiri di Abiten, della Chiesa africana dei primi secoli. La loro è una “bellissima testimonianza”, significativa nel contesto del viaggio apostolico in Africa dei prossimi giorni. “Di fronte all’offerta di avere salva la vita a patto che rinunciassero a celebrare l’Eucaristia, hanno risposto di non poter vivere senza celebrare il giorno del Signore. È lì che si nutre e cresce la nostra fede”, dice papa Leone XIV. 

TAGs
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Papa Leone e la Russia
10/05/2025 08:44
Papa Francesco da Juba: basta conflitti, è ora di costruire
03/02/2023 15:56
Leone XIV riceve Aoun: ‘inderogabile necessità’ favorire la pace in Medio oriente
13/06/2025 13:21
Papa a Beirut: l'incontro in piazza dei Martiri e l'eco tra la gente delle sue parole
01/12/2025 17:44
Quaresima, mons. Nassar: preghiera per un futuro di pace in Siria (e Ucraina)
02/03/2022 10:21


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”